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La scala maggiore è una successione di suoni posti a distanza di tono o di semitono secondo un ordine ben preciso.

Il semitono è la distanza più piccola che possiamo realizzare tra due note.

Nelle figure seguenti vediamo alcuni esempi di semitono tra le note Do – Reb (semitono ascendente) oppure tra Do – Si (semitono discendente).

Il tono è la somma di due semitoni. Alcuni esempi di tono: tra Do – Re (tono ascendente) oppure Do – Sib (semitono discendente).

La successione di toni e semitoni della scala maggiore è la seguente:

T T S T T T S

Nell’esempio la scala maggiore di Do:

Con questa formula possiamo costruire le scale maggiori in tutte e 15 le tonalità.

La scala maggiore di Do, che abbiamo appena visualizzato, è l’unica delle 15 scale maggiori che non contiene alterazioni. Le altre 14 scale avranno un numero variabile di diesis o di bemolli.

 

Le tonalità sono 15 perché ad eccezione del Do che non ha alterazioni, avremo 7 tonalità che contengono diesis e 7 che contengono bemolli. Notiamo che una scala maggiore conterrà quindi o diesis o bemolli e non ci sarà quindi la compresenza dei due segni di alterazione.

In una scala maggiore devono essere presenti tutti e 7 i nomi delle note e non possiamo avere la compresenza dello stesso nome più volte.

Proviamo a costruire, a titolo di esempio, la scala maggiore di Re. Iniziamo dalla nota Re e ricaviamo le prime due note successive procedendo con la sequenza di intervalli indicata precedentemente.

Dopo la nota Re avremo quindi Mi e a un tono di distanza la nota che si trova sul primo tasto nero del pianoforte del gruppo dei 3, ossia la nota che abbiamo indicato come Fa# o Solb.

In questo caso il nome corretto da indicare sarà Fa# perché dopo la nota Mi dobbiamo avere come nome la nota Fa altrimenti se chiamiamo quella nota con il suo nome enarmonico Solb, i nomi della nota della scala diventerebbero Re – Mi – Solb – Sol ecc…

Possiamo notare che in questo modo il nome della nota Sol viene ripetuto due volte e abbiamo escluso il nome della nota Fa.

La dicitura corretta dei nomi delle note della scala maggiore di Re sarà quindi: Re – Mi – Fa# – Sol – La – Si – Do# – Re.

 

Disponiamo i nomi delle note per intervallo di quinta giusta e otteniamo così il circolo delle quinte.

L’intervallo di quinta giusta è formato da 7 semitoni.

Nel circolo delle quinte gli intervalli tra le note sono ad intervallo di quinta giusta in senso orario e di quarta giusta in senso antiorario.

Le tre tonalità che si trovano nella zona bassa del circolo delle quinte si definiscono tonalità enarmoniche, ossia sono tonalità che hanno gli stessi suoni ma con nomi delle note diversi.

Le coppie di tonalità enarmoniche sono B / Cb – F# / Gb – C# / Db.

Dividiamo le tonalità in due gruppi: il gruppo dei diesis e il gruppo dei bemolli. Come già anticipato la tonalità di Do non ha alterazioni e in questa classificazione non farà parte di nessuno dei due gruppi.

Le tonalità che appartengono al gruppo dei diesis, seguendo il circolo delle quinte in senso orario, sono: G, D, A, E, B, F#, C#.

Il numero di inserimento di alterazioni è progressivo: si va da G che contiene un diesis a C# che ne contiene 7.

G

D

A

E

B

F#

C#

1

2

3

4

5

6

7

Per classificare il numero di alterazioni delle tonalità che appartengono al gruppo dei bemolli, visualizziamo il circolo in senso antiorario (per intervallo di quarta giusta) dalla nota Fa fino a Do bemolle.

Le sette tonalità che appartengono al gruppo dei bemolli sono quindi: F, Bb, Eb, Ab, Db, Gb, Cb.

Anche in questo caso il numero di inserimento di alterazioni è progressivo da uno a sette.

F

Bb

Eb

Ab

Db

Gb

Cb

1

2

3

4

5

6

7

 

Dopo aver classificato le tonalità nei due gruppi e compreso il numero di alterazioni contenute da ciascuna di esse, non ci resta che definire quali sono le note alterate.

Un’alterazione inserita su una tonalità viene mantenuta per quella successiva. Ad esempio il diesis che viene inserito nella tonalità di Sol verrà mantenuto nella tonalità di Re e in tutte le tonalità successive.

Nella tabella seguente vediamo la disposizione e l’inserimento dei diesis all’interno di ogni tonalità.

Un modo per visualizzare velocemente l’alterazione da inserire in ogni tonalità basta scendere di un semitono dalla nota fondamentale della tonalità stessa. Ad esempio per inserire il diesis nella scala maggiore di Sol sarà sufficiente scendere di un semitono dalla nota Sol e ricavare quindi Fa#. La scala maggiore di Re avrà quindi la nota alterata Fa#, appartenente alla tonalità precedente, più il Do# che si trova un semitono sotto alla nota fondamentale.

Nella seconda tabella visualizziamo la disposizione delle alterazioni per le tonalità appartenenti al gruppo dei bemolle.

Il metodo rapido di visualizzazione dell’alterazione da inserire all’interno di ogni tonalità, consiste semplicemente nell’osservare il nome della tonalità successiva. Nell’ordine delle tonalità del gruppo dei bemolle, disposte per intervallo di quarta giusta, iniziamo dalla tonalità di Fa per poi passare a quella di Sib. L’alterazione da inserire nella scala maggiore di Fa è proprio Sib, ossia la tonalità successiva a Fa.

Il primo esercizio che propongo per imparare la scala maggiore è quello di visualizzare le note di ogni tonalità dicendo i nomi delle note in senso ascendente e discendente, avendo cura di dire in modo esatto le alterazioni contenute in ognuna di esse.

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Gennaio 22, 2021

3 Giudizi su "Scala Maggiore - Lezione di Teoria Musicale"

  1. Ciao Francesco. a proposito di orecchio relativo, non riesco a capire perché quando suono le scale maggiori, in particolare, mentalmente mi trovo a cantare sempre la scala di C su altezze via via superiori: non mi viene spontaneo per es. partendo da A partire da A appunto ma la mia mente canta C . Che significa? Un saluto e a presto per la lezio live di giov.

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